{"id":1929,"date":"2015-11-18T19:45:56","date_gmt":"2015-11-18T18:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/?p=1929"},"modified":"2015-11-18T19:59:59","modified_gmt":"2015-11-18T18:59:59","slug":"troppa-luce-fa-male-alle-tasche-e-allambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/index.php\/2015\/11\/troppa-luce-fa-male-alle-tasche-e-allambiente\/","title":{"rendered":"Troppa luce fa male. Alle tasche e all\u2019ambiente"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p>La testa a giornalistica Vvox pubblica un esauriente articolo che pubblichiamo volentieri (dopo averne chiesta l&#8217;autorizzazione) in quanto mette in evidenza come, in definintiva, la lotta contro l&#8217;inquinamento luminoso sia una lotta contro il &#8220;superfluo&#8221; e non contro la sicurezza, come molti vorrebbero farci credere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/dallagassa1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1936\" data-permalink=\"https:\/\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/index.php\/2015\/11\/troppa-luce-fa-male-alle-tasche-e-allambiente\/dallagassa-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/dallagassa1.jpg?fit=607%2C404&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"607,404\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"dallagassa\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Il presidente di Venetostellato Leopoldo Dall Gassa&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/dallagassa1.jpg?fit=607%2C404&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/dallagassa1.jpg?fit=607%2C404&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-full wp-image-1936\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.astrofili-vittorioveneto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/dallagassa1.jpg?resize=607%2C404&#038;ssl=1\" alt=\"dallagassa\" width=\"607\" height=\"404\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando si parla di inquinamento siamo soliti pensare <strong>allo smog o alle falde acquifere<\/strong>. Raramente prendiamo in considerazione l\u2019inquinamento <strong>luminoso<\/strong>,\u00a0la tendenza a illuminare troppo, a giorno, strade e centri abitati. Eppure, si tratta di una vera piaga sociale e ambientale, come spiega <strong>Leopoldo Dalla Gassa<\/strong>, presidente dell\u2019associazione no-profit <a href=\"http:\/\/www.venetostellato.it\/\" target=\"_blank\">VenetoStellato<\/a>, che riunisce astrofili e ricercatori da tutta la regione. \u00abFacciamo parte dell\u2019UAI, Unione Astrofili Italiani e di <strong>CieloBuio<\/strong>, l\u2019associazione nazionale contro l\u2019inquinamento luminoso, che \u00e8 prima di tutto un problema culturale: perdiamo la percezione del cielo stellato, <strong>l\u2019altra met\u00e0 del paesaggio<\/strong>, che ha ispirato l\u2019uomo per millenni. \u00c8 una grossa perdita. In secondo luogo \u00e8 un <strong>problema ambientale<\/strong>. L\u2019illuminazione artificiale influisce sul ciclo clorofilliano delle piante, che <strong>ha bisogno del giorno e della notte.<\/strong> Stiamo stravolgendo questi ritmi, con pesanti conseguenze anche per la fauna, penso ai rapaci e agli uccelli migratori\u00bb.<\/p>\n<p>Rispetto al resto d\u2019Italia, il Veneto non \u00e8 messo male a livello normativo, anche se \u00abpurtroppo facciamo parte della <strong>Pianura Padana<\/strong>, che \u00e8 ormai \u00e8 un\u2019unica enorme citt\u00e0 metropolitana e l\u2019inquinamento luminoso si protrae per oltre 300 chilometri, attenuato solo dalla curvatura terreste. Si pensi che il 3% dell\u2019inquinamento luminoso subito dall\u2019<strong>Osservatorio di Asiago<\/strong>, a cima Ekar, che \u00e8 il pi\u00f9 grande d\u2019Italia, \u00e8 prodotto dalla citt\u00e0 di Milano\u00bb. Insomma, scontiamo anche la dispersione luminosa delle regioni limitrofe e pi\u00f9 in generale, rispetto all\u2019Europa, l\u2019Italia \u00e8 messa molto male. \u00ab<strong>Consumiamo il doppio rispetto alla Germania<\/strong>: 106 kilowatt pro capite, contro i 48 dei tedeschi, e i 40 degli inglesi\u00bb. Uno spreco energetico enorme e come al solito \u00ab<strong>paga Pantalone<\/strong>. Ovvero noi, con la Tasi\u00bb, mentre se in patria fossimo efficienti come i nostri vicini europei, arriveremmo a risparmiare un miliardo di euro all\u2019anno. In pi\u00f9, per produrre questa energia sprecata, si inquina. \u00abAd ogni kilowatt prodotto equivale a mezzo chilo di CO2 immessa in atmosfera \u2013 la causa del riscaldamento globale, ndr\u00bb.<\/p>\n<p>Le <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> sono equamente divise tra pubblico e privato. \u00abMolte regioni, anche su nostra richiesta, hanno cercato di porre un freno, soprattutto per <strong>contenere i costi<\/strong>, ma a livello centrale\u00a0non \u00e8 mai stata adottata una legge nazionale. Per quanto riguarda i privati, invece, immaginiamo tutti i <strong>centri commerciali e industriali<\/strong>. Ci sono fari usati per illuminare insegne che <strong>disperdono l\u201980% del flusso<\/strong> luminoso. E solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019ignoranza di fondo\u00bb. Dalla Gassa punta il dito contro i professionisti del settore, che \u00abspesso sovra-illuminano delle zone con livelli due\u00a0o tre\u00a0volte superiori rispetto a quanto previsto dalle norme\u00bb. Illuminazione fuorilegge spesso giustificata dalla necessit\u00e0 di garantire <strong>maggiore sicurezza<\/strong>. Un assioma tutto italiano e da sfatare: \u00absono le leggi e il controllo del territorio a garantire la sicurezza, non la luce. Il 60-70% della spesa energetica di ogni Comune \u00e8 dovuta all\u2019illuminazione pubblica. \u00c8 un\u2019enormit\u00e0. Se riuscissimo a ridurla del 50%, con quei soldi si potrebbero magari <strong>assumere degli agenti di polizia.<\/strong> E allora dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00a0sicurezza? Dove c\u2019\u00e8 il lampione o dove c\u2019\u00e8 il poliziotto?\u00bb.<\/p>\n<p>Un paio di anni fa <strong>Enrico Bondi<\/strong>, commissario del governo Monti, prov\u00f2 a proporre di ridurre l\u2019illuminazione stradale per risparmiare sulla bolletta, ma l\u2019idea venne cassata proprio per le polemiche legate alla sicurezza delle citt\u00e0. \u00abCi fu una disinformazione totale dei media, perch\u00e9 si chiedeva di spegnere quello che non era indispensabile. Per esempio, oltre una certa ora una tangenziale illuminata non ha senso, le auto hanno gi\u00e0 i propri sistemi di illuminazione, come previsto dal codice della strada. Oppure, perch\u00e9 non <strong>spegnere le zone industriali e artigianali<\/strong> che dopo una certa ora sono deserte? Se per alcune aziende \u00e8 un problema, possono provvedere a installare una luce per illuminare l\u2019esterno del proprio capannone, senza gravare sulla collettivit\u00e0\u00bb. Che i privati si arrangino, insomma. Il modello da seguire \u00e8 quello delle smart city d\u2019Oltralpe. \u00abIn Francia, con le loro centrali nucleari, pi\u00f9 di 4.000 comuni spengono l\u2019illuminazione pubblica da mezzanotte alle sei di mattina. Da noi non lo fa nessuno e compriamo l\u2019energia da loro. Di pi\u00f9: la <strong>Torre Eiffel<\/strong>, monumento nazionale, all\u2019una di notte \u00e8 spenta\u00bb. E il Duomo di Milano? \u00abAcceso, naturalmente\u00bb. Lo steso vale quando si passa il <strong>Brennero<\/strong>, dove al confine le cose cambiano \u2013 letteralmente \u2013 dal giorno alla notte. \u00abL\u2019autostrada non \u00e8 illuminata, n\u00e9 gli svincoli o gli autogrill. Gli unici lampioni si trovano sopra i bidoni dell\u2019immondizia nelle aree di sosta, per non sbagliare a buttare i rifiuti\u00bb.<\/p>\n<p>Per risolvere il problema \u00abla prima cosa da fare \u00e8 stilare il <strong>Piano Comunale dell\u2019Illuminazione<\/strong> in tutti i centri abitati, come previsto dalla <strong>Legge Regionale n.17\/2009<\/strong>, che prevede di registrare i picchi di traffico cos\u00ec da poter abbassare il flusso luminoso quando non necessario. Nelle strade con volumi di traffico particolarmente bassi, le amministrazioni pi\u00f9 intelligenti potrebbero installare dei sensori di presenza, per fare luce solo quando passa un veicolo\u00bb. Un aiuto pu\u00f2 provenire dalle <strong>luci a LED<\/strong>, anche se, precisa Dalla Gassa, non rappresentano la soluzione poich\u00e9 \u00abcostano di pi\u00f9 e in termini di consumi si risparmia poco\u00bb e in alcuni casi possono perfino risultare <strong>dannosi<\/strong>. I LED \u201ca luce bianca\u201d, infatti, \u00abfanno male all\u2019uomo a livello biologico, perch\u00e9 questa luce, che vira verso il blu, incide sui ritmi circadiani e la melatonina molto di pi\u00f9 rispetto alla tradizionale luce gialla. Inoltre, a parit\u00e0 di luce prodotta, l\u2019inquinamento luminoso peggiora, perch\u00e9 la luce bianco-blu emette su tutto lo spettro e non riesce ad essere filtrata dai telescopi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>VenetoStellato<\/strong> opera con segnalazioni quotidiane alle amministrazioni comunali: \u00abfacciamo presente che c\u2019\u00e8 una legge regionale, chiedendo interventi nei confronti dei privati che avrebbero dovuto mettersi a norma <strong>entro tre anni<\/strong> dalla sua entrata in vigore. Invece, ne sono passati sei e molti comuni non fanno nulla per far rispettare la legge se non siamo noi a costringerli. Addirittura, per il comune di <strong>Curtarolo<\/strong> ci siamo dovuti rivolgere alla Procura della Repubblica, ma non si dovrebbe arrivare a questo. La legge va fatta rispettare, punto\u00bb. Investimenti diretti delle amministrazioni pubbliche sono rari: \u00abla risposta \u00e8 sempre \u201cnon abbiamo i soldi\u201d \u00bb. Eppure di interventi a costo zero sono possibili, come dimostrato a <strong>Verona<\/strong> con la messa a norma di 60 torri faro semplicemente regolando l\u2019inclinazione delle lampade da 90\u00b0 a 45\u00b0, che ha consentito di spegnere tre quarti dei fari. \u00abUn proiettore inclinato illumina pi\u00f9 lontano, ma spreco met\u00e0 dell\u2019energia che produco perch\u00e9 parte del flusso va verso l\u2019alto. Se lo posiziono parallelo al terreno, invece, lo sfrutto al 100% e magari posso anche diminuire il flusso\u00bb. Si tratta di cultura illuminotecnica, da parte di privati, progettisti e installatori. \u00abNon vogliamo portare le citt\u00e0 al medioevo. Assolutamente. Il <strong>superfluo<\/strong>, per\u00f2, si pu\u00f2 eliminare\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>Articolo di Riccardo Allione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testa a giornalistica Vvox pubblica un esauriente articolo che pubblichiamo volentieri (dopo averne chiesta l&#8217;autorizzazione) in quanto mette in evidenza come, in definintiva, la lotta contro l&#8217;inquinamento luminoso sia una lotta contro il &#8220;superfluo&#8221; e non contro la sicurezza, come molti vorrebbero farci credere. 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